mercoledì 18 ottobre 2017

Cannoli vegetali con miglio e verdure

Questi cannoli di melanzane possono essere serviti sia come contorno sia come piatto unico, ma si presentano molto bene anche come antipasto sotto forma di finger food.
Sono leggeri, colorati, freschi ideali per la primavera e per l'estate, ma anchhe per i primi giorni d'autunno, ad esempio ho ancora le melanzane nel mio orto!
Sono pure veloci da preparare  e con un minimo di organizzazione in 20 minuti il piatto è pronto;il tempo maggiore è quello della cottura del miglio.
Il miglio ...questo sconosciuto...che ho acquistato già da un paio di mesi e a parte una torta salata non ho più usato.
Il suo gusto mi piace parecchio, è salutare e versatile, bisogna solo studiare come utilizzarlo, sicuramente è molto adatto ad essere parte integrante nelle farciture.

Questa ricetta mi ha soddisfatto e vi consiglio di provarla...vi stupirà!!!


Ingredienti (10 cannoli)
per i cannoli
1 melanzana tonda grande
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 zucchina piccola
1 carota
50g di miglio
olio evo
sale
per la salsa (sostituibile con aceto balsamico tradizionale)
75ml di aceto balsamico (commerciale)
2 cucchiai di miele

Affettare la melanzana in modo da formare tante fettine tonde,  cuocere su piastra ben calda, senza condimenti.

Nel frattempo cuocere il miglio in 250g di acqua per 20 minuti e lasciare raffreddare.

Tagliare a cubetti piccoli  e regolari i peperoni, la zucchina (sol la parte esterna) e la carota.

Scaldare 3 cucchiai di olio in una padella, inserire i cubetti di carota, dopo 5 minuti i peperoni, dopo altri 5 minuti le  zucchine, continuare ancora 5 minuti, aggiustare di sale.

Unire le verdure al miglio.

Spennellare le melanzane grigliate con l'olio, posizionare una cucchiaiata di farcia, chiudere con uno stecchino formando il cannolo.



Condire con aceto balsamico tradizionale o una riduzione di aceto balsamico (mettere in un pentolino l'aceto e il miele e ridurre a fuoco dolce mescolando per circa 10 minuti .....tempo è in funzione della concentrazione della salsa e quindi è a piacere!).

Personalmente li preferisco a temperatura ambiente, ma sono anche ottimi tiepidi (scaldare 1 minuto al microonde a 750watt di potenza).


Con questa ricetta partecipo al contest: MEAT FREE CONTEST:
ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog I biscotti della zia

lunedì 16 ottobre 2017

La torta Bertolina



Oggi Light and Tasty si occupa di uva!
Certo l'uva non è proprio il classico cibo light, ma se consumato con moderazione è una vera miniera di sostanze benefiche!
Soprattutto l'uva nera a livello della buccia contiene notevoli quantità di polifenoli , che hanno proprietà antiossidanti e il resveratrolo che è un antiaggregante piastrinico e fluidificante del sangue, un protettore per problemi cardiaci e di circolazione..
Contiene inoltre  zuccheri semplici facilmente digeribili, oligoelementi, in piccola quantità anche proteine e lipidi; ma prevalentemente è ricco di sali minerali, come zinco, potassio, magnesio, ferro, e vitamine del gruppo B, A e C, nutrizionisti  consigliano l'uso anche a chi è in sovrappeso, purchè non diabetico, visto l'alto contenuto di zuccheri.
Ho voluto provare a preparare la torta Bertolina, una torta tipica della città di Crema, è un prodotto agroalimentare tipico, e a settembre le viene dedicata una sagra, durante la quale è possibile assaggiarla. Gli ingredienti sono poveri, una torta lievitata, con poco zucchero e farina bianca e di mais, che la rende ancora più rustica!
Ero curiosa di provarla, purtroppo non ho trovato l'uva fragola, ma vi assicuro che è ottima pure così!
La ricetta è presa da qui.






Ingredienti

400 g di uva nera (meglio uva fragola)
175 g di Farina 0
170 g di Acqua
75 g di Farina di Mais Fioretto
70 g di Zucchero semolato
8 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di Olio evo
1 pizzico di sale
2 cucchiaio di zucchero di Canna integrale







Miscelare le due farine in una ciotola con lo zucchero.

Sciogliere il lievito nella metà dell’acqua intiepidita, aggiungerla alle farine e poi proseguire con il resto dell'acqua.

Impastare e solo alla fine inserire olio e sale.

L'impasto è molto morbido, utilizzare una spatola per mescolarlo al meglio.

Lasciare lievitare per almeno 1 ora o fino al raddoppio, chiuso da una pellicola in luogo riparato (io il forno chiuso).

Nel frattempo togliere tutti gli acini dai grappoli dell’uva, lavare bene ed asciugare cercando di lasciarli integri.

Quando l’impasto risulterà lievitato, aggiungere metà dei chicchi di uva e con la spatola incorporarli delicatamente (non si devono rompere le bollicine di gas prodotte dai lieviti, quindi usare cautela!).

Imburrare una tortiera di diametro cm 20 o 22 apribile e mettere sul fondo carta da forno.

Rovesciare l’impasto nella tortiera aiutandosi con la spatola e distribuire sopra la restante uva facendola un poco affondare, spolverizzare con lo zucchero di canna integrale.

Coprire la torta con pellicola  e far lievitare per la seconda volta almeno 45 minuti.

Nel frattempo scaldare il forno a 220 °C, infornare la torta per 12 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e continuare la cottura per altri 12 minuti, abbassare ancora a 180°C e cuocere per altri 10 minuti.

Questi step di cottura sono molto importanti per la buona riuscita della torta!


Ecco altre proposte!

Bocconcini di pollo con uva e zenzero di Daniela

Insalata d’autunno con farro e frutta di  Maria Grazia

Uvjito e tartine uva e robiola di Milena

Crostino di montagna con speck, uva, formaggio e miele  di Simona

domenica 15 ottobre 2017

Cannoncini mignon per l'MTC


A settembre  Francesca ha vinto l'MTC, la sfida più avvincente del web, ed ha proposto una bella ricetta per questo mese: i cannoncini!!!
Sono i classici pasticcini, che piacciono sempre a tutti, a casa mia erano sempre i più gettonati, e ce li accaparravamo senza ritegno, tanto che poi la percentuale  rispetto alle altre paste sul cabaret è aumentata sempre più!
Quando ero piccola, si  era soliti comprare i pasticcini  nella pasticceria del paese al ritorno della Messa domenicale, era il dolce della festa.... eravamo negli anni settanta ! Succedeva anche da voi?
Il goloso numero uno era il mio papà, ed era arrivato a volte ad acquistarne una dozzina, un cabaret  solo di quelli!
Quindi la voglia di provare a prepararli è sempre stata tanta, già in adolescenza ci ho provato con buona riuscita, allora la pasta sfoglia era surgelata.
Soprattutto per il suo compleanno, ci cimentavamo, io e mia sorella, in questa avventura ed erano sempre farciti con una crema allo zabajone, resa consistente dalla maizena, perchè era la sua preferita!
Poi più volte  ho provato a preparare la sfoglia ma non sempre con dei buoni risultati.
Devo complimentarmi invece con Francesca, questa sua ricetta è davvero speciale, una sfoglia simile non l'avevo mai trovata, ottima al gusto, ma soprattutto molto facile da preparare, e mantenendo  i tempi di riposo corretti non si ha il minimo problema nel tirarla! Grazie Francy!
Le farciture che ho scelto me le ha suggerite una collega. E già perchè il giorno che esce la sfida una capatina al sito MTC è d'obbligo!
Questi gusti sono  tipicamente autunnali: crema alla castagna e crema al gusto strudel
Crema alla castagna, in pratica una pasticcera, la mia ricetta supercollaudata al micronde, a cui ho aggiunto crema di marroni alla vaniglia e poi una crema allo strudel con pasticcera preparata con succo di mela concentrato come dolcificante, cannella e pezzetti di mela tagliati finissimi (ma da aggiungere all'ultimo.
Ma passiamo alla ricetta, che dedico al mio Vince, sicura che avrebbe apprezzato...eccome!



Ingredienti

Pasta sfoglia (circa 50 mignon)

per il panetto
1750 g burro
75 g farina 00

per il pestello
175 g farina 00
75 g burro
5 g sale
5 g di malto (io miele)
25 g di scqua fredda
30 g di vino bianco secco

Crema pasticcera ai marroni
2 tuorli (35g)
45 di zucchero
15 amido di mais
200ml di latte
150g di confettura di marroni

cioccolato fondente tritato

Crema pasticcera alla mela e cannella
2 tuorli (35g)
45 di succo di mela concentrato
15 amido di mais
200ml di latte
1 cucchiaino di cannella
1/2 mela a brunoise

Pinoli tritati


Come prima operazione preparare il panetto.
Amalgamare il burro freddo da frigo a pezzetti con la farina.
Il composto non va lavorato troppo a lungo, deve essere omogeneo ma il burro deve mantenere una discreta plasticità. Dare la forma a rettangolo e poi avvolgere con pellicola e mettere in frigo per un’ora e mezzo.

Preparare il pestello: unire la farina e il burro (in planetaria munita di gancio, se si possiede o impastando a mano in una ciotola) con i liquidi: l'acqua fredda con il sale disciolto all'interno e il vino bianco secco freddo anch'esso.
Lavorare l'impasto quel tanto che basta ad ottenerlo compatto. Dare una forma a rettangolo e mettere in frigo per 30 minuti.

Trascorso questo tempo riprendere l'impasto e stenderlo con il mattarello cercando di darli una forma rettangolare delle dimensioni triple in larghezza rispetto al panetto.
Posizionare al centro il panetto e richiudere con il pestello come fosse un anta della finestra (vi piace la similitudine?).

Ora si inizia con le pieghe e qui vi metto  infografica di Dany.
Più spiegata bene di così non si può!
Dopo il pacchetto (nella foto a due, noi a tre con la finestra e le ante (;)), si procede con un giro a 3 3 un giro a 4. poi si riposa in frigo per 45 minuti.
Ora si procede ancora con 1 giro a 3 e 1 giro a 4, poi 30 minuti  in frigo.
Ancora con 1 giro a 3 e 1 giro a 4, e ancora a freddo per 30 minuti ( se avete dubbi, Francesca l'ha spiegata nei minimi particolari).

Ora eseguiti tutti i giri la vostra sfoglia è pronta per essere cotta, deve fare solo un ultimo riposo in frigo di minimo un'ora, io per una notte).

Riprendere l'impasto e tirare la pasta con il mattarello, (non usare la sfogliatrice casalinga, anche il foro più grande risulta sempre troppo sottile e si rovina la pasta) piuttosto sottile circa 2 mm, tagliare delle strisce lunghe il doppio della misura del cannoncino che volete fare e alte circa 1,5cm, nel mio caso erano lunghe 12 cm.

Avvolgere sul cono partendo dalla punta e cercando di mantenere ad ogni giro la stessa distanza dal precedente, sul finire tirare un poco la sfoglia e chiudere.
Passare in frigorifero per circa 10 minuti.

Estrarre dal frigo e spennellare con tuorlo d'uovo sbattuto con due cucchiaini di acqua e cospargere con zucchero semolato.
Disporre sulla leccarda del forno ricoperta con carta forno, avendo l'accortezza di girarli tutti dalla stessa parte con la base del cono rivolta verso la ventola del forno.





Cuocere in forno già caldo a 180°C funzione ventilato per 10-12 minuti.
Lasciare raffreddare per 5 minuti prima di sfilarli dal cono. Lasciarli raffreddare completamente prima di farcirli.


Crema pasticcera ai marroni
Unire tuorli e zucchero mescolare molto bene con frusta (usare la frusta, mi raccomando!), unire l'amido setacciato mescolare di nuovo, diluire con il latte . Passare al micronde per 2 minuti a max potenza, mescolare bene, ancora due minuti e poi mescolare bene.
Unire la marmellata di castagne alla vaniglia, mescolare bene, se tende e liquefarsi (a me è successo) continuare con la cottura al microonde 1 minuto, mescolare, ancora 1 minuto, mescolare..fino alla consistenza voluta  (dice infatti Bressanini che aumentando gli zuccheri si potrebbe avere un problema di gelificazione, da risolvere aumentando i tempi di cottura).



Crema pasticcera alla mela e cannella
Unire tuorli al succo di mela mescolare molto bene con frusta (usare la frusta, mi raccomando!), unire l'amido setacciato mescolare di nuovo, diluire con il latte.
Passare al micronde per 2 minuti a max potenza, mescolare bene, ancora due minuti e poi mescolare bene. Aromatizzare con cannella.

Con l'aiuto di una tasca da pasticcere riempire i cannoncini e decorare  con cioccolato fondente tritato quelli con la pasticcera alla castagna, e con pinoli tritati quelli con la crema al gusto mela e cannella.

L'interno dei cannoli sarebbe bene passarlo con burro di cacao sciolto, aiutandosi con un pennello, in modo da isolare la pasta dall'umidità della crema, non mi sono cimentata perchè essendo così piccini non avevo nessun pennello adeguato, in ogni caso ho assaggiato i cannoli riempiti il giorno precedente (e mantenuti in frigo) ma non ho riscontrato che il cannolo risultasse poco croccante... erano ottimi!

Con questa ricetta partecipo all'MTC n.68

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venerdì 13 ottobre 2017

Crema di peperoncini




Qualche settimana fa ho trovato condivisa su Fb la ricetta di questa crema, e  mi ha subito incuriosito, dopo aver letto la preparazione mi sono convinta a provarla; mi sembra che abbia tutte le carte in regola per essere un' ottima alternativa al classico peperoncino in polvere.
E' preparata con i peperoncini del mio orto, prendendo spunto da una ricetta di Teresa.

Sapete che di peperoncini ne esistono tantissime varietà e con piccantezza molto diversa, esiste infatti una classifica secondo una scala definita.
La piccantezza  si misura in scala di Scoville ed è tipica di ogni tipologia, ma  può variare anche in base al clima, al terreno e al luogo di coltivazione.

Questo metodo di conservazione lo preferisco alla classica  essiccazione. Quest'ultima mi lascia sempre tanti dubbi: sul grado di secchezza del prodotto, sulla polvere che si deposita inevitabilmente  (ci si impiega diversi giorni)e sulla possibile presenza e contaminazione di muffe.
Non dobbiamo tralasciare poi la problematica macinazione, che disperde nell'ambiente  tutta la polverina portando irritazione agli occhi e pure alle vie respiratorie.
A livello gustativo inoltre è molto più piacevole, forse dovuto al profumo.
Questa crema di peperoncini ha solo pregi,  proprio per questo ho voluto pubblicarla e  ve la consiglio caldamente! Grazie Teresa!


Ingredienti

Peperoncini (io 350g)
100ml di aceto di vino bianco
sale
olio evo

Lavare e asciugare  i peperoncini.
A questo punto indossare i guanti monouso ed evitate di toccarvi occhio o viso, con uno spelucchino o un coltello affilato togliere il picciolo, aprire i peperoncini e togliere i semi interni.
Mettere a bollire 1 litro di acqua con l'aceto, a bollore aggiungere i peperoncini aperti, controllare quando ritorna il bollore e a quel punto impostare 1 minuto.
Passato il tempo, scolare e lasciare asciugare nel colino per un paio di ore.
Mettere nel boccale del minipimer e frullare alla massima velocità in modo da ottenere una crema omogenea.
Rimettere la crema nel colino e lasciare scolare per 1 notte (almeno 12 ore), passaggio molto importante per eliminare l'acqua di vegetazione, che comporta un rischio nella conservazione.
Passato il tempo condire la crema con sale (io due pizzichi) e olio evo (io due cucchiai).
Invasare, coprire con olio e conservare in frigorifero.
Volendo è possibile sterilizzare in modo da poterlo conservare più a lungo.

Il profumo è delizioso e il sapore pure, nel mio caso non risulta molto piccante e quando faccio gli spaghetti aggiungo mezzo cucchiaino per 200g di pasta.

martedì 10 ottobre 2017

Capesante al vino bianco con crema di cannellini



Ed eccomi con un'altra ricetta per Il Recipe-tionist di Flavia, questo mese ho esagerato per tre ricette, dopo tutto il blog di Giuly è una vera miniera d'oro, ne ho in serbo ancora un paio da provare assolutamente, ma lo farò in seguito, proprio non ce la faccio a pubblicarle entro il termine (15 ottobre). Quindi mi raccomando se volete partecipare correte qui, leggete il regolamento e buttatevi, è un gioco davvero speciale!
Quindi vi lascio queste capesante al vino bianco, una vera ghiottoneria, alla ricetta non ho apportato variazioni, ma solo un'aggiunta di colore rosso, che può essere pomodoro fresco (come in questo caso) in modo da rendere il piatto colorato e fresco adatto alla stagione estiva, oppure chicchi di melagranata, per donargli una veste natalizia... e poi porta pure fortuna!
Neanche da dire che il piatto è stato davvero apprezzato e l'ho già iscritto nella lista degli antipasti della Vigilia di Natale!
Grazie Giuly è stato un vero piacere, scorrere il tuo blog dall'inizio alla fine, tornerò spesso a trovarti!



Ricetta di Giuliana (qui)
Ingredienti per 4 persone

12 /20 capesante (da 3 a 5 a  testa)
30g di burro
1 spicchio d'aglio
80ml di  vino bianco
sale, pepe


per la crema di cannellini:
1 piccola cipolla
300g di fagioli cannellini già cotti
1 ciuffetto di salvia
2 cucchiai di olio evo
100ml di brodo vegetale
 sale, pepe


per gli spinacini:
2 manciate scarse di spinaci novelli
1 cucchiaio di olio evo
sale

pomodori o melagrana


Pulire le capesante eliminando il corallo, lavarle bene e asciugarle con carta assorbente.
Sciogliere il burro in padella antiaderente e quando spumeggia, aggiungere le capesante, lasciarle dorare da tutti i lati, sfumare con il vino bianco.
Aggiustare di sale e pepe
Lasciare cuocere qualche minuto a fuoco alto così da restringere il sughetto e lasciar colorire le capesante.
Tenere in caldo.

Scolare i fagioli, (sciacquateli abbondantemente se fossero quelli in scatola).
In una padella scaldare l'olio, aggiungere la cipolla tritata e la salvia, lasciar appassire un paio di minuti a fuoco basso (attenzione a non far bruciare la cipolla), unire i fagioli, aggiungere il brodo vegetale o anche solo acqua calda.
Lasciare cuocere qualche minuto, regolare di sale e di pepe.
Togliere la salvia e frullare con il minipimer fino ad avere una salsa abbastanza densa, se fosse troppo densa si può allungare con il brodo vegetale. Tenere in caldo.

Lavare gli spinaci novelli e asciugarli e poi passarli in padella con olio, lasciandoli rosolare per qualche minuto. Aggiustare di sale.Scolare e asciugare con carta assorbente, per evitare che perdano l'olio in eccesso.

Lavare un pomodoro, togliere la pelle e tagliare a cubetti piccoli, se invece questo antipasto fosse da servire per le feste natalizie, sgranare mezza melagranata e asciugare i chicchi  il più possibile con carta assorbente.

Assemblare il piatto: cospargere la crema di cannellini sul fondo del piatto formando un velo di salsa omogeneo,  appoggiarvi le capesante saltate, decorare con qualche foglia di spinacio saltato, cubetti di pomodoro (per dare colore) o chicchi di melagranata.


Con questa ricetta partecipo al Recipe- tionist  di Flavia!

lunedì 9 ottobre 2017

Caffè al cardamomo



Oggi a Light and Tasty parliamo di spezie, spezie in generale, ognuno tratta la spezia  o lespezie che preferisce, abbiamo l'imbarazzo della scelta!
Col termine spezie si indicano genericamente sostanze aromatiche di origine vegetale, spesso   hanno provenienza esotica, e vengono usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande, alcune vengono anche usate in erboristeria e farmacia come rimedi naturali.
Ho voluto trattare del cardamomo, il suo nome indica propriamente la Elettaria, una specie di pianta tropicale della famiglia delle Zingiberaceae (la stessa famiglia dello Zenzero) che cresce soprattutto in Malesia, Iran e India dove naturalmente viene utilizzato da sempre.
Si utilizza il frutto della pianta che si presenta come una capsula verde contenente tanti piccoli semi  di colore marrone-nero. I semi sono utilizzati come spezie, ma poiché perdono molto rapidamente il proprio aroma, comunemente viene conservata e commercializzata l'intera capsula, generalmente essiccata. Al momento dell'uso, la capsula viene rotta e i semi utilizzati sciolti o macinati.
Sono una caffeinomane convinta, oggi in questa sede lo confesso!
E quindi ero curiosa di provare questo caffè speziato molto diffuso in tutto il Medio Oriente, con il nome di  “qahwa”, la tradizione antica araba ha visto da sempre il caffè speziato, con cardamomo, con cannella, con noce moscata.
Il caffè al cardamomo è molto aromatico e risulta un piacevole fine pasto. Provatelo!


Ingredienti
caffè in polvere miscela arabica
acqua
cardamomo

Metodo con moka
Aprire la caffettiera, inserire la quantità precisa di acqua, mettere il filtro (fare attenzione che dai buchini non esca acqua, in tal caso diminuire il livello). In un mortaio inserire un cucchiaino di caffè e i semi di 3 capsule di cardamomo, pestare in modo da amalgamare e rompere i semini.
Riempire il filtro della caffettiera con il caffè aromatizzato, e se non fosse sufficiente altro caffè. Mi raccomando non pressare!
Chiudere la caffettiera, mettere sul fuoco ed attendere il fischio.
Quando il caffè ha riempito la parte alta della caffettiera, spegnere attendere 1 minuto.
Servire subito.




Metodo con la caffettiera napoletana

Aprire la caffettiera, inserire la quantità precisa di acqua, mettere il filtro (fare attenzione che dai buchini non esca acqua, in tal caso diminuire il livello). In un mortaio inserire un cucchiaino di caffè e i semi di 3 capsule di cardamomo, pestare in modo da amalgamare e rompere i semini.
Riempire il filtro della caffettiera con il caffè aromatizzato, e se non fosse sufficiente altro caffè. Mi raccomando non pressare!
Chiudere il filtro e posizionale la parte superiore della caffettiera, mettere sul fuoco ed attendere il fischio. Girare la caffettiera e attendere che tutta l'acqua bollente abbia traspirato nel caffè.
Attendere un paio di minuti.
Servire subito.









Metodo arabo (Tratto da  qui)

Incidere le capsule e togliere i semi di cardamomo, passarli al mortaio con il caffè in polvere.
Prendere un pentolino e mettere 3 tazzine colma d'acqua (una a persona + una), due cucchiaini ben colmi di caffè aromatizzato e quattro cucchiaini di zucchero. Portare ad ebollizione la miscela, spegnere il fuoco, mescolare e rimettere sul fuoco.
Ripetete altre due volte (in tutto il caffè deve bollire 3 volte).
Spegnere e lasciare riposare per  un minuto, in questa fase la polvere si deposita sul fondo.
Versare nelle tazzine, e servire subito.



Ecco le altre proposte con le spezie!

 Salatini alla curcuma con rosmarino e semi di sesamo di Daniela

Paillard di tacchino con champignon alla curcuma  di Maria Grazia

Ceci speziati con spinaci e riso Thai di Milena

Torta di mele fondente speziata light di Simona

Crackers speziati col Bimby di Cinzia

domenica 8 ottobre 2017

Crostatine di couscous farcite con zucca, patate e....



La mia cara amica Consu, ospita nel suo bel blog I biscotti della zia, un contest molto interessante, il Meat free contest.
Per chi non lo conoscesse si tratta di un contest itinerante, ogni due mesi verrà decretato un vincitore, che avrà la possibilità di ospitare il contest sul proprio blog, per i 2 mesi successivi e scegliere il "tema" o l'ingrediente  utilizzare  per l'occasione.
A fine mese potrà decidere i tre blog finalisti, tutto questo naturalemnte aiuta a conoscere nuovi blog e nuove foodblogger, aumentando il giro di amici e di visite!
Consu ha scelto  come tema:
Cereali Fantasia
Bisogna quindi proporre  un piatto contenente un cereale, o più di uno, ed unica limitazione alla ricetta è quella di non contenere carne.... be lo potevate dedurre dal titolo!
Ho pensato di proporre il grano, in particolare il grano duro, Triticum durum, che  macinato in piccoli chicchi e cotto a vapore forma il "magico couscous".
Lo definisco "magico" per la sua versatilità, ottimo con le verdure, con le carni, in insalata, con i dolci, ma mai ci avevo provato a impastarlo!
Lo spunto l'ho trovato su Sale &Pepe di tanti anni fa e con opportune modifiche, è diventato una variante al classico guscio di frolla per crostate, crostatine (come in questo caso) o tartellette.
La farcitura poi può essere scelta in base ai vostri gusti, meglio qualcosa di morbido simile ad una crema, proprio per evidenziare la diversa consistenza (il croccante della base alternato alla morbidezza della crema).
Ma ora passo subito alla ricetta, mi scuso di non aver fotografato l'interno, ma queste crostatine erano un antipasto per una cenetta tra amici!!






Ingredienti per 4 persone

350g di zucca
350g di patate
150g di couscous
70g di Parmigiano Reggiano grattugiato
2 albumi
4 cucchiai di Philadelphia light
un rametto di rosmarino
peperoncino piccante
timo fresco
limone non trattato
olio evo
sale e pepe








Mettere il couscous in una ciotola con 130ml di acqua tiepida e un pizzico di sale, mescolare e lasciare assorbire tutto il liquido.
Non sembrano di pizzo?
Aggiungere il formaggio grattugiato, il pepe e gli albumi leggermente sbattuti.
Impastare bene.
Ungere gli stampini da crostata diam. 12 cm, con qualche goccia di olio, mettere sul fondo un pezzetto di carta forno (per essere sicuri che non rimangano attaccati.
Distribuire il couscous foderando gli stampini , come se fosse la classica frolla.

Cuocere in forno caldo a 180°C per 25-30 minuti, devono essere ben asciutti e leggermente ambrati.

Nel frattempo cuocere a vapore patate e zucca, separatamente (io con il bimby, imposto 25 minuti a varoma con vel 1 e 1 litro di acqua nel boccale).
Passare nello schiacciapatate le patate, prima e metterle in padella con un cucchiaio di olio, in modo da renderle tipo purè, cuocendo qualche minuto mescolando con un cucchiaio di legno.
Spegnere e aromatizzare con foglioline di timo fresco e buccia di limone non trattato.
Fare lo stesso con la zucca, schiaccia patate, olio padella e qualche minuto di cottura; spegnere aromatizzare con aghi di rosmarino tritati e polvere di peperoncino piccante.

Far raffreddare le creme e pure le basi in bianco di cous cous.

Farcire ogni crostatina con un cucchiaio di Philadelphia light, che poi verrà richiuso dalla crema di zucca o patate aromatizzata aiutandosi con il sac a poche.

Decorare con un rametto di erba aromatica e servire a temperatura ambiente.

Con questa ricetta partecipo al contest: MEAT FREE CONTEST:
ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog I biscotti della zia

giovedì 5 ottobre 2017

Pasta alla crema di piselli, zucchine e bottarga, un po' di verde nel piatto!


Questa pasta deliziosa l'ho copiata da Giuliana, sì, proprio copiata, variando un ingrediente, le fave, e sostituendole con i piselli (i miei piselli dell'orto, raccolti sbollentati, raffreddati velocemente, asciugati e messi in freezer).
Queste sono le regole del Recipe-tionist, il gioco di Flavia: ogni mese viene scelto un blog da cui puoi copiare le ricette, sostituendo al massimo 1 ingrediente, la foodblogger  e la padrona di casa, Fla,   eleggono il vincitore e proprio qui si andrà ad attingere ricette il mese successivo (per sapere meglio le regole andate qui).
E' un giochino divertente, che permette di conoscere meglio il blog vincitore e rispolverare vecchie ricette, magari dimenticate.
Ho scelto questa pasta "Linguine alla crema di fave, zucchine e bottarga" che Giuly aveva tratto  dalla rivista "Da Noi"mensile prodotto da Esselunga, che anche in casa mia entra spesso e che sfoglio sempre volentieri.


Ma ecco la ricetta:


 Ingredienti per 4 persone

350 g di piselli sgusciati o surgelati
2 zucchine
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
1 ciuffo di finocchietto fresco
4 cucchiai bottarga di muggine
350 g di Spaghetti
sale, pepe
olio evo




Scongelare i piselli se fossero surgelati in acqua bollente per qualche minuto.
In una padella scaldare due cucchiai di olio, aggiungere uno scalogno tritato  e i piselli.
Cuocere aggiungendo un poco di acqua per circa 20-245 minuti.
Aggiustare di sale e di pepe.
Frullarne con il minipimer circa 3/4  utilizzando il fondo di cottura  aggiungendo un poco di finocchietto e tenere in disparte il resto.

Lavare la zucchina, affettarla e poi tagliare a julienne formando della specie di tagliolini.
Scaldare un cucchiaio di olio, soffriggere  lo spicchio d'aglio sbucciato, lasciarlo imbiondire, se non piace il sapore troppo deciso eliminarlo. Aggiungere la julienne di  zucchine, sale e pepe e lasciatele cuocere a fiamma medio alta per 5 o 6 minuti, devono rimanere leggermente croccanti.
Mescolare spesso per non farle attaccare.

Nel frattempo cuocere la pasta, poco prima di scolarla, mettere la crema di piselli nel tegame delle zucchine, mescolare velocemente per amalgamare il tutto, aggiungere un poco di acqua di cottura della pasta se fosse troppo densa.
Scolare la pasta al dente e versarla  direttamente nel tegame del condimento, alzare la fiamma.
Mantecare la pasta mescolando continuamente per un paio di minuti.
Suddividete la pasta nei piatti, decorare con i piselli tenuti da parte, un ciuffo di finocchietto, e spolverizzare con la bottarga di muggine.
Servire subito.

Con questa ricetta partecipo al Recipe- tionist  di Flavia!

lunedì 2 ottobre 2017

Torta di yogurt e pere


Oggi a Light and Tasty si parla di pere!
Un frutto di stagione, simbolo dell'autunno insieme alla castagna e alla zucca, che possiede tante proprietà benefiche.
Prima di tutto valutiamo il potere calorico, solo 101kcal /100g di prodotto, il che risulta piuttosto basso se si pensa all'alto contenuto zuccherino, inoltre ha un basso indice glicemico (che sarebbe la capacità e la velocità di un alimento di aumentare la glicemia), questa proprietà la rende adatta anche a chi soffre di diabete.
Inoltre è ricca di potassio, vitamina C, rame e fibre. Queste ultime soprattutto nella buccia, infatti sarebbe consigliabile lavare le pere molto bene e poi consumarle per intero. La pelle contiene una percentuale elevata di fibre (1 pera contiene 1/5 del fabbisogno giornaliero di fibre), tra cui anche pectina, utile nel migliorare la digestione, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e ridurre la glicemia. Sempre qui troviamo i flavonoidi, sostanze ad alto effetto antiossidante, un toccasana per le nostre cellule!
Quindi consumiamo pere, meglio se con buccia e soprattutto in questo periodo in quanto sono di stagione!
Per l'occasione vi ho proposto una torta deliziosa, che contiene pochi grassi e anche pochi zuccheri, ideale per chi è a dieta ma vuole togliersi uno sfizio.
La ricetta l'ho presa da Damiana, la vidi qualche giorno fa e me ne innamorai, valutando poi gli ingredienti, ho pensato di proporla in questa rubrica, la trovo ideale!
Semplice da preparare e d'effetto, si può presentare anche a fine pasto non solo per una ricca colazione!


Ma ecco la ricetta...



Ingredienti

2 uova intere
90 g zucchero
50 g olio di mais
250 g yogurt bianco e zuccherato
100 g farina di riso
100 g farina
1 bustina lievito per dolci
1 baccello di vaniglia
1 pizzico sale
1 cucchiaio di zucchero di canna
3 pere williams
zucchero a velo vanigliato


Montare gli albumi con 20 g di zucchero presi dal totale con lo sbattitore elettrico.
Montare anche i tuorli con il resto dello zucchero, aggiungere lo yogurt e l'olio a filo, continuando a montare.
Setacciare la farine con il lievito ed aggiungerle all'impasto, un cucchiaio alla volta fino a finirle, aromatizzare con i semi del baccello di vaniglia e aggiustare di sale.
Prendere un leccapentola e muovendo l'impasto dal basso verso l'alto amalgamare gli albumi montati.
Tagliare a cubetti 1 pera e mezzo, pelare 1 pera piccola, affettare la mezza pera avanzata.
Passare nella farina i tocchetti di pera ed unirli all'impasto.
Versare nella teglia imburrata ed infarinata (diametro 18 o 20 cm, la 18 è quella utilizzata ma in realtà gonfiandosi un pochino di impasto mi è uscito, forse mi sento di consigliare quella da 20).
In superficie decorare con fettine di pera a raggiera, al centro mettere la pera piccola intera a cui viene tolta la parte finale. Spolverizzare con zucchero di canna.
Cuocere in forno già caldo a 170° per circa 40-50 minuti (mi raccomando fate la prova stecchino!).
A cottura ultimata, sfornare e lasciare raffreddare un'oretta prima di sformarla.
Spolverizzare con zucchero a velo prima di servire.

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Eccole!

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Maltagliati con i fagioli


All'Italia nel piatto questo mese si trattano i legumi.
I Legumi sono i frutti delle  piante leguminose come ad esempio il fagiolo, il cece, il pisello, la fava, la soia,  la lenticchia e la cicerchia.
Tranne il fagiolo proveniente dall’America, e la soia dall’estremo Oriente, sono originari del bacino del Mediterraneo e in questi territori sono coltivati da migliaia di anni.
Hanno un elevato valore energetico e quando essiccati possono essere conservati per lunghi periodi, queste caratteristiche li hanno resi molto comuni e utilizzati  già nei tempi antichi, infatti se vengono associati ai cereali riescono ad essere un pasto completo e saziante, oltre che essere considerati dal punto di vista nutrizionale pari alla carne.
Dai tempi della Roma Imperiale fino al Medioevo e ancor dopo la scoperta dell'America, con il fagiolo,  le leguminose furono coltivate in campo aperto assieme ai cereali per sfruttare al meglio la loro capacità di fissare nel terreno l’azoto elementare e di restituire così fertilità al terreno (gli antichi la sapevano lunga!!!). 
Erano l'ingrediente base delle famiglie contadine e povere in genere, ma ora più che mai sono tornati in voga grazie alla dieta mediterranea e alla filosofia vegana.
Ci sono tante ricette della tradizione con questi ingredienti, soprattutto con il fagiolo infatti l’Emilia Romagna è la prima regione nel nord Italia per la produzione di fagiolo e di fagiolino da mercato fresco e per uso industriale, con oltre 4.700 ettari di superficie investita ed i due terzi di queste coltivazioni sono in Romagna.
Ho scelto infatti i maltagliati con i fagioli, che sono una tipologia di pasta tipica dell’Emilia Romagna; con gli avanzi dell'impasto all'uovo delle tagliatelle o delle paste ripiene si preparavano i maltagliati che non sono altro che sfoglie di pasta tagliate in modo irregolare, a volte anche nello spessore.
Solitamente vengono conditi con un sugo lento di fagioli, ma è possibile utilizzarli anche con altri sughi es funghi o salsiccia.
Ed ora ecco la ricetta!





Ingredienti per 6 persone

Per i maltagliati
400g di farina
2 uova
1 tuorlo
1 cucchiaio di olio evo
acqua tiepida q.b.

Per il sugo di fagioli
250g di fagioli borlotti freschi o surgelati
50g di prosciutto crudo (in 1 pezzo)
30g di burro
olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
1 cipolla
1 carota piccola
1/2 canna di sedano
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
prezzemolo
Sale e pepe


Preparare la pasta all'uovo: fare la fontana di farina, inserire le uova e il tuorlo, un pizzico di sale e l'olio sbattere bene con la forchetta.
 Aggiungere la farina circostante e quando inizia ad assumere una certa consistenza  iniziare ad impastare con le mani. Se ce ne fosse bisogno aggiungere un goccio di acqua tiepida (io 2 cucchiai).
L'impasto dovrà essere nè troppo morbido, nè troppo duro.
Coprire con un canovaccio e attendere almeno 15 minuti.

Tagliare a fette l'impasto e passarlo nella macchinetta sfogliatrice, penultimo foro  (naturalmente prima di arrivare a questo spessore si passa più volte almeno 4, prima nello spessore più largo e poi via via ci si avvicina allo spessore desiderato).
Si lasciano asciugare le sfoglie,  per 10-15 minuti per lato (il tempo dipende dal grado di umidità dell'ambiente), poi si tagliano con la rotellina formando tanti quadrati irregolari.
Altra possibilità è tirare la sfoglia con il mattarello, spolverizzare di farina e avvolgere la sfoglia da due lati fino ad incontrarsi (un po' come le pergamene), e poi tagliare a dimensioni irregolari, aprire e lasciare asciugare.
Personalmente, visto che non sono brava a tirare la sfoglia, preferisco il primo metodo.

Preparare il sugo di fagioli.
Portare a metà cottura i fagioli (se sono secchi vanno tenuti in ammollo per circa 12 ore) in acqua non salata, ma condita con un cucchiaio di olio e una fettina di cipolla.
Preparare poi un soffritto, scaldando burro e 1 cucchiaio di olio evo, cipolla, aglio, unire i fagioli e lasciare insaporire a fuoco lento.
Aggiungere la salsa di pomodoro, il concentrato e il prosciutto, diluire un poco con acqua tiepida.
Proseguire a fuoco basso fino alla cottura dei fagioli, solo al termine aggiustare di sale e pepe e togliere le verdure e il prosciutto.


Cuocere i maltagliati in acqua bollente salata  per circa 5 minuti, condire poi con il sugo di fagioli, che non deve essere troppo asciutto, è una minestra e deve essere assaporata con il cucchiaio.
Cospargere con prezzemolo tritato (a piacere), un giro di olio a crudo e Parmigiano grattugiato.

Ecco le i piatti delle altre regioni:

Piemonte: Zuppa di ceci alla piemontese

Liguria: Mes-ciua

Lombardia: Insalata di nervetti (nervitt in insalàda) 

Veneto: Pasta e fagioli alla veneta

Emilia Romagna:  Maltagliati con i fagioli  Qui

Toscana: Fagioli al fiasco

Umbria: Lenticchie di Colfiorito e salsicce 

Lazio: Pasta e fagioli con le cotiche 

Abruzzo: Minestra di lenticchie e scarola 

Campania: Pasta e fagioli con le cozze

Puglia: Ceci neri con peperoni fritti

Calabria:  Zuppa di legumi misti

Sicilia: Favetta cu'i Guidi e Pani Caliatu 

Sardegna: Fagioli alla Gallurese