giovedì 16 aprile 2015

Gli agretti con le uova per L'Italia nel piatto



Oggi vi parlerò degli agretti, detti anche barba di frate, ortaggi poco conosciuti, ma buonissimi; proprio per quello ho pensato di presentarli.
Il nome scientifico è salsola soda, hanno  proprietà depurative, sono ipocalorici, rinfrescanti, depurativi e tonici, ottimi per qualsiasi dieta.
Crescono in primavera e sono coltivati in Emilia Romagna (qui), dove spesso vengono consumati in seguendo ricette sempre molto semplici.
Normalmente si lessano e si consumano come contorno, possono essere conditi con aglio e peperoncino o con capperi e acciughe, spesso sono serviti con le uova e a volte anche utilizzati in sughi per il condimento di pasta.
Da piccola spesso la mia nonna andava a cogliere una specie di agretti selvatici, che qui a Piacenza vengono chiamati basaprett, non so se sono della stessa famiglia, certo che il sapore è molto simile.
Venivano sempre cucinati con le uova e proprio così ho voluti proporveli....



Ingredienti per 4 persone
500g di agretti
40g di burro
4 uova
sale
pepe


Mondare gli agretti, togliere le radici e i gambi duri, lavare accuratamente più volte sotto acqua corrente e togliere i fili scuri o con qualche filamento giallastro.

Lessare in acqua bollente per 3-4 minuti circa, scolare in acqua e ghiaccio (deve essere freddissima per mantenere il verde brillante).

Scaldare una piccola padella, inserire 10g di burro, farlo sciogliere, aggiungere una manciata di agretti, passarli velocemente per 1-2 minuti, aggiustare di sale.

Sgusciare un uovo sugli agretti, salarlo, con la forchetta muovere il contenuto in modo che l'uovo si strapazzi.

Consiglio un movimento circolare in modo da far sembrare gli agretti un nido.

Non cuocere troppo, l'uovo deve rimanere morbido.

Servire dopo averlo cosparso di pepe nero appena macinato.


Ed ora vediamo che prodotti e/o piatti primaverili troviamo nelle altre regioni...

Valle d'Aosta:  Risotto al burro e fiori di rosmarino del blog A tutto pepe


Friuli-Venezia Giulia: Asparago bianco del Friuli Venezia Giulia del blog Il piccolo Artusi

Liguria:  L'asparago violetto d'Albenga e una ricetta con le uova del blog Un'arbanella di basilico
 
Emilia Romagna: Gli agretti con le uova  qui

Toscana: Garmugia del blog Acquacotta e fantasia

 Umbria: Umbricelli con sugo di asparagi selvatici  del blog 2 amiche in cucina

Abruzzo: Il Carciofo di Cupello del blog Il mondo di Betty

Molise: Piselli casce e ova del blog la cucina di mamma Loredana

Lazio: Carciofi alla romana del blog Beuf a la mode

Puglia: Piselli e carciofi ripieni del blog Breakfast da Donaflor

Calabria: Hfavi e buhjularu del blog Il mondo di Rina

 Vi ricordiamo di passare nel nostro blog dove troverete raccolte tutti i link con le uscite precedenti!

martedì 14 aprile 2015

Torta di mele, dal sapore di mela!



Il titolo è tutto un programma! Effettivamente però è davvero la definizione giusta di questa ricetta.
Non appena l'ho letta, in questo splendido blog (che tutti conoscerete già) ho avuto il desiderio di provarla, l'alta percentuale dell'ingrediente "mela" mi ha convinto subito.
Quindi la segnalo con tutto il cuore ai golosi di questo frutto, a tutti quelli che litigano solitamente con la bilancia, infatti la possiamo considerare anche dietetica (light come si dice oggi!) e a tutti quelli che soffrono di ipercolesterolemia (non contiene burro!).
Io ringrazio di cuore, Sabrine  e naturalmente lo zio Ettore, mi raccomando andate nel suo blog, una miniera di preziose ricette!


Ingredienti
1kg di mele,  meglio se  renette (meno umide!)
250g di zucchero semolato (più due cucchiai per lo stampo)
150g di farina debole
2 uova
180ml di latte
1 bustina di baking (lievito chimico per torte)
succo di mezzo limone (mia aggiunta)

Almeno un paio di ore prima, sbucciare le mele ed affettarle con sottilmente con la mandolina (il pelapatate affetta in modo troppo sottile) circa 4-5mm.
Metterle in una recipiente con lo zucchero, e il succo di limone, mescolate delicatamente con le mani senza rompere le fette, coprire con un piatto e lasciare riposare.

Passato il tempo, almeno 2 ore ma non più di 4-5, sciogliere il lievito nel latte.
Sbattere in una ciotola le uova intere, aggiungere il latte  con il lievito, facendo attenzione a togliere tutti i grumi, unire la farina, mescolare bene.
Aggiungere per ultimo le mele dopo averle "pescate" dal liquido che si sarà formato durante il riposo (lo zucchero infatti tende a far uscire dalle mele l'acqua di vegetazione).

Non si deve scolarle perfettamente ma nemmeno inserire troppo liquido, ideale è l'uso di  un cucchiaio!

Eccola ancora in forno....
Inserite ora in uno stampo di diametro 20cm, meglio se a cerniera, ben imburrato e cosparso di zucchero (i due cucchiai segnati tra parentesi nell'elenco ingredienti).

Cuocere in forno già caldo a 180°C  per 25 minuti, abbassare poi a 160°C e continuare la cottura per altri 30-40 minuti (fate la prova stecchino, potrebbe non essere sufficiente, è una torta piuttosto umida).

Lasciare la torta nel forno dopo averlo spento ancora una decina di minuti a sportello aperto, serve per evitare lo sbalzo di temperatura.

Ottima servita tiepida, ma anche fredda.

domenica 12 aprile 2015

Konafa - dolce egiziano con pasta kataifi



La konafa è un dolce tipico della tradizione culinaria egiziana, si prepara con la pasta Kataifi e una crema di riso o di semolino come farcitura. Viene bagnata con uno sciroppo di acqua di rose e limone prima di essere servita.
foto da web- ecco la vera pasta kataifi
La mia versione presa da questo video, presenta l'aromatizzazione nella crema di farcitura e il latte condensato come bagna finale.
Mi è piaciuta la presentazione, e soprattutto l'idea della monoporzione, la trovo più elegante e più facile da  servire.

Ho avuto difficoltà a trovare la pasta Kataifi, ho cercato in vari supermercati della zona senza risultato, eppure anni fa ero riuscita a trovarla... ora non più, così ieri, penultimo giorno di questa tappa egiziana, ho agito con quello che avevo a disposizione: un rotolo di pasta fillo.
L'ho arrotolato stretto e tagliato finemente con un coltello affilato... mi sembrava anche di aver fatto un buon lavoro, ma quando ho dipanato la matassa più che kataifi sembravano tagliatelle... non mi sono data per vinta ci ho provato lo stesso (il sapore è il medesimo, neutro e croccante, avendo bagnato il tutto con burro fuso).

All'assaggio sono risultati buonissimi croccanti fuori e morbidi all'interno, profumati e dal gusto armonico, come vi sembrano?






Mini konafa
Ingredienti per 4 dolcetti
70g di pasta kataifi (io pasta fillo)
40g di burro fuso
150ml di latte
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di semolino
2 cucchiai di maizena
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
2 cubetti di cioccolato fondente
latte condensato
pistacchi e mandorle tritati



Scaldare il latte con lo zucchero, aggiungere il semolino a pioggia mescolando accuratamente.

Sciogliere la maizena con un poco di acqua fredda in una ciotolina lontano dal calore, aggiungere poi al semolino e portare a bollore.

Spegnere e inserire l'acqua di fiori d'arancio (la ricetta direbbe acqua di rose), mescolare bene.

Preparare la pasta kataifi, districandola bene con le mani in una terrina, (nel mio caso ho preso un rotolo di pasta phillo e l'ho affettata con un coltello dalla lama affilata), bagnarla con il burro fuso.

ecco le varie fasi.... 
Preparare dei pirottini  di carta fare un fondo con la pasta ben pressata, mettere il ripieno, che può essere formato da una cucchiaiata di semolino dolce o qualche pezzo di cioccolato, ricoprire con altra pasta pressare bene con le mani.

Cuocere in forno ben caldo a 180°C per 15 minuti, fintanto che non ci colori la superficie dei dolcetti.

Far raffreddare  bene, togliere dai pirottini.

Farcire la superficie con latte condensato e un trito di mandorle e pistacchi.

























Buon assaggio!!!

Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA.
Questa tappa, la  I - Il Cairo (Egitto, Africa) - è  ospitata da Terry del blog Crumpets and co.


Lasagne verdi emiliane per Quanti modi di fare e rifare


Per la rubrica Quanti modi di fare e rifare oggi prepariamo le lasagne verdi alla bolognese, e ci troviamo tutti nella cucina di Susanna (qui) nel blog Afrodita'kitchen, in sua compagnia.
Da emiliana mi sono trovata subito a mio agio, le lasagne le preparo spesso, piacciono sempre a tutti, e si possono preparare con anticipo, e la cottura in forno le rende ideali in caso di ospiti.
Con la pasta verde poi risultano molto più coreografiche e  fanno tanto primavera, on siete d'accordo anche voi?
Ma passiamo alla mia versione,  quella che preparo da anni...

Ingredienti per 6 persone

200g di farina
50g di spinaci freschi
1 uovo intero
1 tuorlo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di olio evo

2 mozzarelle da 100g
100g di grana padano grattugiato
2 cucchiai di pane grattugiato
600ml di besciamella piuttosto liquida
2 cucchiaio di olio evo (1 per acqua di cottura lasagne  e 1 per ungere teglia)

Ragù di carne (300g di carne di vitello e manzo,100g di salsiccia, 1 cipolla dorata, 1 carota, 250g di passata di pomodoro, 3 cucchiai di olio evo,vino bianco, sale e pepe bianco)


Preparare la pasta: omogeneizzare con il bimby la farina con le foglie di spinaci  lavate e asciugate, a vel 9 per 20 sec; unire uova, olio e sale e impastare 15 sec vel 5 e poi 1-2 minuti funzione Spiga.
Togliere l'impasto, compattarlo impastandolo a mano e farlo riposare una mezz'oretta ricoperto da pellicola a temperatura ambiente.

Passarlo nella macchinetta sfogliatrice, a spessori diversi partendo da primi fori (ottenendo una sfoglia piuttosto spessa) fino ad arrivare al penultimo foro, utile ad produrre una sfoglia non sia troppo sottile ( a piacere si può usare anche l'ultimo foro, dipende dai gusti!).
Tagliare a riquadri lunghi quanto la teglia da utilizzare. Lasciare essiccare per un'oretta. Rigirando i pezzi in modo che asciughi uniformemente da ambo i lati.

Preparare il ragù: soffriggere nell'olio la cipolla affettata sottilmente, la carota tritata.
Aggiungere poi le carni e la salsiccia spellata, dopo aver rosolato a fiamma viva, sfumare con il vino bianco.
Infine unire la passata, aggiustare di sale e pepe, cuocere un paio di ore a fuoco bassissimo e coperto con coperchio, aggiungendo se ce ne fosse bisogno un poco di acqua.

Tagliare le mozzarelle dopo averle asciugate dall'acqua di conservazione e  scottare la pasta per 1-2 minuti in acqua bollente salata con 1 goccio di olio, appena scolata, raffreddare con acqua fredda (per bloccare la cottura), e stendere su un canovaccio di cucina.

Preparare la besciamella (qui).

Assemblare la teglia di lasagne: una cucchiaiata di sugo e un cucchiaio di olio saranno la base della teglia di lasagne, appoggiare poi uno strato di pasta, altro sugo, mozzarella, grana grattugiato, un poco di besciamella, continuare così in questo ordine, ma finire con uno strato di besciamella  sul quale si cospargerà altro grana miscelato con pane grattugiato.  Di solito sono costituite da 5 -6 strati.

Cuocere in forno ben caldo 180°C per 20 minuti funzione statico, per poi passare a funzione grill-ventilato per altri 10 minuti, in modo da formare la crosticina.






Con questa ricetta partecipo a  Quanti modi di fare e rifare




il prossimo mese ci troveremo tutte da Solema a  preparare gli gnocchi di fagioli


venerdì 10 aprile 2015

Koshari - Riso e lenticchie con sugo di pomodoro piccante


Il Koshari è il piatto nazionale dell'Egitto, è una sorta di risotto con lenticchie, a cui può essere aggiunta pasta corta (tipo maccheroncini o gramigna) e/o ceci.
Questo piatto si può trovare spesso nelle case degli egiziani, ma anche nei ristoranti e per strada.
Può essere considerato uno street food, proprio perché viene servito da ambulanti agli angoli della strada.
E' un piatto unico, speziato e saporito, in casa ha riscontrato un successo notevole, tanto che l'ho dovuto cucinare ancora il giorno successivo.
Ho preferito evitare l'aggiunta della pasta, come ho visto qui, in modo da renderlo anche un piatto gluten free.... ideale proprio per tutti!!!

Ecco  qui un 'altra fonte a cui mi sono riferita.

Ingredienti per 4 persone
250g di riso basmati
150g di lenticchie
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
50ml di vino bianco
2 cipolle
1 spicchio d'aglio
olio evo
alloro
cumino
peperoncino piccante
paprika forte
noce moscata
cannella
brodo vegetale

Sciacquare le lenticchie e metterle in ammollo per 1 notte.
Cuocerle in acqua fredda, aggiungendo una foglia di alloro, il cumino e uno spicchio di aglio (non mettere il sale!) per circa 30 minuti.
Scolare con colino fitto (per evitare di perdere i semi di cumino), aggiustare di sale e condire con un cucchiaio di olio evo.
Affettare una cipolla, e fare in modo di formare tanti anelli, metterli in acqua fredda per 5-10 minuti, asciugarli con carta assorbente e friggerli in olio ben calo in modo da renderli croccanti. Posizionarli su carta assorbente in modo da togliere l'unto in eccesso.
Preparare il sugo, scaldate l'olio,  aggiungere 1 cipolla tritata, soffriggerla, unire il concentrato di pomodoro e il peperoncino piccante, aggiustare di sale e pepe, sfumare con un poco di vino bianco. Portare a bollore, abbassate la fiamma al minimo, coprire e cuocere a fuoco lento per 15-20 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se fosse necessario..
Scaldare in una casseruola 3 cucchiai di olio evo, tostare il riso, cuocere aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale bollente e mescolando frequentemente, portare a cottura (circa 13-15 minuti), aggiungere le spezie a piacere a aggiustare di sale.
Unire il riso con le lenticchie.
Servire il riso condito con la salsa piccante e gli anelli di cipolla fritti.


Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA.


Questa tappa, la  I - Il Cairo (Egitto, Africa) - è  ospitata da Terry del blog Crumpets and co.


e partecipo pure al "venerdì senza glutine" organizzato dal blog Gluten free travel and living


martedì 7 aprile 2015

Biscotti "burrosi" con sesamo e datteri - Ghorayeba


Questi biscottini deliziosi li ho trovati qui, mi hanno subito ispirato, ma come mi capita spesso non mi fermo mai alla prima ricetta.
Soprattutto per questa rubrica che tratta di cultura gastronomica di paesi lontani, cerco di leggere tanto proprio per evitare errori di interpretazione o bufale da web (purtroppo può accadere!).
Così ho scoperto che che questo tipo di pasta frolla montata, è molto utilizzata nei biscotti, di solito vengono chiamati Ghorayeba e possono essere aromatizzati con spezie e/o frutta secca.
Gli ingredienti sono semplici, ma la preparazione e soprattutto l'aromatizzazione li rendono buonissimi.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla presenza del sesamo in un dolce, non mi era mai capitato e il gusto mi ha convinto!
Li proverò sicuramente altri aromi, come spezie o mandorle, ma non abbandonerò il "bordo" a base di sesamo, dà sicuramente una marcia in più!



Ecco altre fonti: qui e pure qui.


Ingredienti
250g di farina debole
160g di burro a pomata
130g di datteri
1 uovo
130g di zucchero di canna
1/2 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
semi di sesamo







Montare il burro con lo zucchero fino a renderlo spumoso con una frusta elettrica, unire l'uovo, la farina, il sale e la vaniglia.

Per ultimo inserire i datteri tagliati a piccoli pezzetti.

Dare la forma di 2 salsicciotti (diametro 5cm), avvolgerli con pellicola  mettere in frigo per 1 ora.

Passato il periodo di raffreddamento, srotolare la pellicola, cospargere la superficie con i semi di sesamo, in modo da ricoprirli.

Riavvolgerli con la pellicola e mettere in frigo per 1 notte.

Il giorno successivo, quando ancora sono freddi, affettare i salsicciotti formando tanti biscotti tondi dallo spessore di 0,5cm.

Posizionarli su carta forno, cuocere.

Mettere in forno già caldo a 180°C per 10-12 minuti.





Raffreddare completamente prima di servire, il giorno successivo sono ancora più buoni.

Buonissimi con il te delle 17 o un ottimo karkadè giusto per stare  in tema egiziano....







Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario Mondiale, organizzato da Trattoria MuVarA.
Questa tappa, la  I - Il Cairo (Egitto, Africa) - è  ospitata da Terry del blog Crumpets and co.

giovedì 2 aprile 2015

Pagnotta Pasquale di Sarsina per L'Italia nel piatto



Ehi ma vi siete resi conto che ormai siamo a Pasqua?
Oggi è il giovedì santo e la nostra rubrica L'Italia nel piatto, ci illustrerà una serie di ricette pasquali tipiche delle diverse regioni italiane, dalle frittate spesso consumate nella giornata del venerdì santo passando per i secondi piatti fino ai dolci, golosissimi!
Per la regione Emilia Romagna ho pensato a questo pane tipico di Sarsina, una cittadina della provincia Forlì - Cesena,  un pane dolce che da sempre si trova sulla tavola nel giorno di Pasqua.
Veniva consumato alla mattina per colazione con l'uovo benedetto, salumi e formaggi e poi si continuava a proporlo per tutta la settimana essendo una pagnotta piuttosto grande (tre-quattro chili).
Ancora oggi viene preparata dai fornai della zona durante la quaresima e vi è pure una sagra con il mercatino e gli assaggi gratuiti, durante la quale una pagnotta gigante, ogni anno sempre maggiore tanto da partecipare al Guinness dei primati.
Nelle campagne della Valle del Savio si preparano anche di misure ridotte e di forme diverse.
La ricetta tradizionale (che ho letto qui) è pubblicata da Vittorio Tonelli nel suo libro "A tavola con il contadino romagnolo", la mia ricetta è tratta da questa, riducendo le dosi e facendo qualche piccola variazione presa dal web.





Ingredienti

300g di farina per pane
150g di lievito madre attivo
1 uovo
100g di zucchero
80ml di latte
30g di strutto
5g di lievito di birra in cubetto
scorza di limone
1/2 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
50g di uvetta (a piacere)
1 uovo e 1 cucchiaio di latte per lucidare




Rinfrescare il lievito madre: pesare il lievito madre, aggiungere uguale peso di farina e impastare con acqua minerale naturale (quantità:metà peso della farina usata), attendere 3-4 ore a temperatura ambiente.
Ammollare l'uvetta in acqua tiepida per almeno 1 ora

Pesare 150g di questo lievito madre appena rinfrescato, unire la farina, l'uovo, lo zucchero e il latte (il quantitativo è indicativo, dipende dal grado di assorbimento della farina), impastare velocemente e quando risulta ben incordato aggiungere lo strutto.
Impastare in modo da rendere omogeneo l'impasto, solo ora aggiungere gli aromi, il sale e l'uvetta, ben asciugata.

Lasciare lievitare per un paio di ore in luogo riparato e coprendo l'impasto con pellicola in modo da non farlo asciugare.

Riprendere l'impasto, pirlarlo (muoverlo in modo da dare la forma di palla, senza schiacciarlo e sgonfiarlo) e inserirlo in una teglia tonda da 20 cm di diametro, foderata di carta forno.

Lasciare lievitare ancora 30 minuti, poi pennellare tutta la superficie con uovo e latte sbattuti con una forchetta. Incidere con una lametta (non un coltello) la superficie, delineando una specie di grande virgola (utile alla lievitazione durante la cottura).

Cuocere in forno ben caldo a 200°C per almeno 40-50 minuti (non prima,altrimenti l'interno non sarà ben cotto), provare la cottura con uno stecco lungo.
Quando si inforna è consigliabile mettere sul fondo del forno una teglia contenente 1 bicchiere di acqua calda (non più di 100ml), questa procedura è utile per ottenere il quantitativo di vapore utile e ideale per la cottura della pagnotta.





Vediamo che succede nelle cucine delle altre regioni....


Valle d'Aosta: Frittata di patate e ortiche del blog A tutto pepe

Trentino-Alto Adige:  Fiadoni Trentini del blog A fiamma dolce

Friuli-Venezia Giulia: Pinze triestine del blog Il piccolo Artusi

Lombardia: La colomba pasquale del blog La kucina di Kiara

Liguria: Tagliolini al sugo di carciofi del blog Un'arbanella di basilico

Emilia Romagna: Pagnotta Pasquale di Sarsina qui

Toscana: Coniglio pasqualino (o in carciofaia) del blog Acquacotta e fantasia

Marche: I piconi marchigiani del blog La creatività e i suoi colori

Umbria: Frittata Pasquale del blog 2 Amiche in cucina

Abruzzo: Cuori, Pupe e Cavalli di Pasqua  del blog Il mondo di Betty

Molise: La Pia: zuppa di grano alla molisana del blog La cucina di mamma Loredana

Lazio: Vignarola del blog Beuf a la mode

Campania: Minestra Maritata di Pasqua del blog I sapori del Mediterraneo

Puglia: Taradde ch-u scelèppe del blog Breakfast da Donaflor

Basilicata: Pane di Pasqua salato del blog Profumo di Cannella

Calabria: Riganella del blog Il mondo di Rina

Sicilia: Le colombine del blog Burro e vaniglia


E non dimenticate di visitare l nostro blog: L'Italia nel piatto, troverete indicazioni per partecipare al nostro contest e la raccolta di tutte le ricette pubblicate  per questa rubrica

giovedì 26 marzo 2015

Bienenstich - dolce lievitato tedesco



Questa torta, tipica della città di Magonza, in Renania, è un impasto lievitato ricoperto da una glassa croccante di mandorle a lamelle e miele e farcita con  crema chantilly... una vera golosità!
Il nome significa puntura d'ape e pare che sia stata preparata dai panettieri della città per festeggiare una vittoria sull'invasore avvenuta utilizzando come bombe alveari di api.
L'avevo assaggiata tanti anni fa durante una vacanza a Coblenza (i miei ricordi gastronomici escono sempre) e  quando sulla rivista La Cucina Italiana dello scorso mese di settembre è comparsa, subito la voglia di provarla mi ha assalito...
Ecco la ricetta:



Ingredienti
625ml di latte
330g di farina
210g di zucchero
150g di panna da montare
90g di burro
80g di mandorle a lamelle
15g di lievito di birra
30g di amido di mais
1 uovo
5 tuorli
1/2 bacca di vaniglia
miele
sale



Sbriciolare il lievito in una scodella, aggiungere 100ml di latte a 37°C, scioglierlo.
Impastare con 300g di farina, 1 uovo, 1 tuorlo, 60g di zucchero 70g di burro a pomata e un pizzico di sale.
Impastare a mano o con l'impastatrice, facendo in modo di amalgamare al meglio l'impasto.
Lasciare lievitare coperto con pellicola per 1-2 ore.

Preparare la crema pasticcera. Scaldare il latte con la vaniglia, sbattere 4 tuorli con 90g di zucchero, 30g di farina e l'amido di mais.
Quando il latte bolle, versarlo lentamente sulle uova sbattute, mescolare accuratamente, riportare il tutto sul fuoco, riportare a bollore e cuocere per 3-4 minuti. Far raffreddare.

Riprendere l'impasto lievitato, facendo attenzione a non sgonfiarlo, metterlo in uno stampo da 22 cm di diametro (il mio era da 18cm e si è formata la cupoletta, in realtà la torta dovrebbe essere piatta).
Lasciare lievitare ancora 1 ora.

Preparare la glassa. Sciogliere 2 cucchiai di miele con 60g di zucchero, quando sta per bollire aggiungere il burro (20g) e 25ml di latte, dopo aver amalgamato unire le mandorle, mescolare.

Cuocere il forno già caldo a 170°C la torta  per 15 minuti, aprire poi lo sportello del forno  e velocemente cospargere con la glassa (non estrarla, pena il cedimento centrale della torta), chiudere e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.
Sformare e raffreddare completamente.

Montare la panna e mescolare con la crema pasticcera.

Tagliare la torta e farcirla con l'aiuto di un sac a poche.

Far raffreddare in frigo per un paio di ore prima di servire.




domenica 22 marzo 2015

Tortine salate di batate al rosmarino con ripieno di ricotta, speck e nocciole


...e siamo ritornati ai titoli "da enfisema polmonare".
Ogni tanto ci casco, certo è che dare un nome a queste tortine dai colori sgargianti e dal gusto particolarmente accattivante, non è stato facile.
Ho scritto e cancellato almeno 10 volte, sono passata da crostatine a cupolette, poi ha prevalso la semplicità... l'elenco degli ingredienti.
Passo subito alla ricetta, dell'ennesima torta salata per la partecipazione di questo fantastico MTC, un mese in cui la pasta brisèe di Roux è stata protagonista sulle nostre tavole, e ci ha dato la possibilità di meditare abbinamenti insoliti e decorazioni originali.
Un Grazie gigante a tutto l'MTC e a Flavia in particolare!



Ingredienti per 6 tortine diam.12cm

Pasta brisee di Roux
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Farcia
500g di ricotta
80g di speck
50g di nocciole
sale e pepe
4 batate
2 cucchiai di olio evo
rosmarino

Versare la farina a fontana,mettere il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo al centro e  lavorarli con la punta delle dita.
Incorporare la farina, a poco a poco, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungere il latte e impastare con il palmo della mano, lavorando di polso per 3-4 volte, finché è liscio.
Formare una palla, e farla  riposare avvolta nella pellicola in frigo per almeno 1 ora.

Preparare la farcia tagliando a cubetti lo speck e tritando grossolanamente le nocciole.
Amalgamare nocciole e speck con la ricotta, aggiustando di sale e pepe.
Pelare le batate, affettare a rondelle e saltare con padella con olio ben caldo e foglioline di rosmarino per aromatizzare. La cottura si otterrà in circa 10 minuti a fuoco alto, muovendo spesso la padella e salando a metà cottura.
Scolare su carta assorbente e far raffreddare.

Riprendere l'impasto e foderare gli stampini, dopo aver steso la pasta con il mattarello.
Forare con la forchetta il fondo, ricoprire con carta forno e mettere sopra dei pesetti, (ho voluto provare con le monetine, come Fabiana, e devo dire che il risultato è molto buono, essendo ben pesanti e quindi evitando il restringimento in cottura).

Cuocere in bianco a 180°C per 15-20 minuti, togliere i pesetti rimettere in forno per altri 5 minuti abbassando a 170°C (in modo da cuocere perfettamente la base).

Farcire con un paio di cucchiaiate di ricotta, in modo da fare una specie montagna, tagliate la metà ogni fetta di batata in modo da ottenere tanti semicerchi, ricoprire la ricotta formando una cupola.

Finire la cottura in forno per 10-13 minuti a 180°C.

Decorare la sommità  con 1 nocciola e un piccolo rametto di rosmarino, spolverizzare con granella di nocciola.


Con questa ricetta partecipo alla 46esima sfida dell'MTC